Biografie degli artisti               Artists’ Biographies             Biografien der Künstler

Paul Klee
Il 18 dicembre 1879 a Münchenbuchsee, piccolo centro nei dintorni di Berna, nasce Paul Klee. Il padre è professore di musica e la madre è cantante d’opera. Nel colto e raffinato ambiente familiare Klee è indirizzato allo studio della musica, del disegno e della letteratura. Suona il violino e, già all’età di undici anni, è nominato membro straordinario dell’orchestra di Berna.
Nel 1898, terminati gli studi liceali, si trasferisce a Monaco, con l’obiettivo di dedicarsi al disegno e alla pittura. Punto di riferimento della cultura mitteleuropea, Monaco fin de siècle è il luogo di convergenza di artisti e intellettuali provenienti da varie parti d’Europa, centro di diffusione dello Jugendstil.
Nel 1900 è ammesso all’Accademia, dove frequenta la prestigiosa classe di Franz Von Stuck.
Nel 1901–1902 compie il suo primo viaggio in Italia.
Fra il 1903 e il 1905 realizza il ciclo delle incisioni intitolato Invenzioni o Opus I, in cui le suggestioni derivate dalle caricature e dalle stampe popolari si uniscono all’esplorazione di una nuova sintesi formale.
Nel 1906 sposa Lily Stumpf. Dalla loro unione, nel 1907, nasce il figlio Felix.
Nel 1910 viene organizzata la sua prima mostra personale presso il Kunstmuseum di Berna (itinerante in Svizzera).
Nel 1911 intraprende un viaggio a Parigi, dove conosce Robert Delaunay, figura chiave nell’elaborazione di una precoce esplorazione di “pittura pura”. Nello stesso anno entra in contatto con Kandinskij, Marc e Macke, e nel 1912 aderisce al Blaue Reiter.
Fondamentale nel percorso verso l’astrazione è il viaggio in Tunisia, che ha luogo nel 1914, a seguito del quale Klee scriverà: “Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento”. Nella serie degli acquerelli realizzata in Tunisia e al ritorno a Monaco diviene centrale per Klee la dialettica che si istituisce tra sensibilità interiore e mondo esteriore, ovvero l’esperienza che l’artista compie della natura, del paesaggio e della luce. Si definisce proprio allora la sua poetica, il cui ineffabile territorio di ricerca si situa in una situazione di bilico: in continua oscillazione tra figurazione e astrazione.
A partire dal 1917, la sua opera – fino a quel momento ignorata dal mercato e dalla critica – inizia a ottenere i primi significativi riscontri. Tiene una mostra di successo alla Galleria Der Sturm di Berlino. Si succedono esposizioni a Monaco e a Zurigo, dove è molto apprezzato dai dadaisti.
Dal 1921 al 1931 insegna al Bauhaus. Attraverso l’insegnamento, Klee tematizza alcuni aspetti della sua ricerca e approfondisce la dimensione teorica: negli scritti elaborati in quegli anni tratta questioni cruciali relative alla forma e al rapporto tra arte e natura.
Il periodo dell’insegnamento al Bauhaus è altresì un momento prolifico dal punto di vista creativo ed espositivo. Viaggia molto, scegliendo come meta le località mediterranee, dove ripercorre le tracce di un passato antico, le forme d’arte e i linguaggi che appartengono all’archeologia e alla preistoria.

Nel 1925 espone a Parigi con i surrealisti.
Nel 1931 lascia il Bauhaus e accetta un incarico di docenza all’Accademia di Düsseldorf.
Quest’esperienza è tuttavia di breve durata.
Nel 1933, a causa delle persecuzioni naziste contro gli artisti, la sua casa di Dessau è perquisita e saccheggiata, e Klee è costretto a lasciare la Germania a far ritorno in Svizzera. Si trasferisce a Berna, nei luoghi dell’infanzia.
Nel 1935 la Kunsthalle di Berna gli dedica una grande retrospettiva, riproposta con qualche variante alla Kunsthalle di Basilea.
In quello stesso anno insorgono i primi segni di una grave malattia della pelle, la sclerodermia. Malgrado le precarie condizioni di salute, gli ultimi anni di vita sono estremamente prolifici dal punto di vista della produzione artistica. Klee muore la notte fra il 28 e il 29 giugno presso la Clinica Sant’Agnese a Muralto, vicino a Locarno.


Fausto Melotti
L’8 giugno 1901, a Rovereto, nasce Fausto Melotti. Nel contesto familiare impara ad amare la musica, passione che lo lega alle sorelle e ai cugini. A Rovereto frequenta Gino Pollini, Adalberto Libera e Fortunato Depero, grazie al quale viene a contatto con l’arte d’avanguardia. Conosce il futurismo, l’opera di Cocteau, Picasso e Stravinskij, ma anche il clima metafisico.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale si trasferisce a Firenze con la famiglia. Prosegue gli studi all’Università di Pisa e li completa a Milano, dove nel 1924 si laurea in ingegneria elettrotecnica al Politecnico.
Tra il 1925 e il 1926 si trasferisce a Torino. Si iscrive all’Accademia Albertina e comincia a dedicarsi alla scultura presso lo studio dello scultore Pietro Canonica.
Nel 1928 si trasferisce a Milano. Si iscrive all’Accademia di Brera e frequenta il corso di Adolfo Wildt. Lì conosce e diventa amico di Lucio Fontana. Da Wildt Melotti apprende il rispetto e la dedizione per il mestiere dello scultore, il controllo assoluto sull’esecuzione.
A partire dai primi anni Trenta collabora con gli architetti razionalisti, estendendo all’architettura gli orizzonti della propria ricerca artistica. Suoi interventi plastici sono inseriti nella Casa Elettrica, progettata da Figini e Pollini per la IV Triennale Monzese di Arti Decorative del 1930, e nel Bar Craja, realizzato da Baldessari, Figini e Pollini, con l’apporto di Nizzoli.
Nel 1930 conosce Giò Ponti e per suo tramite inizia una collaborazione con la Richard Ginori, realizzando piccole sculture e oggetti in ceramica e porcellana.
A partire dal 1932 tiene un libero corso di Plastica Moderna alla Scuola Professionale del Mobile di Cantù.
Nel 1934 Melotti si avvicina al circolo d’arte astratta gravitante attorno alla Galleria Il Milione.
Nel 1935 espone alla Prima mostra collettiva di arte astratta italiana che ha luogo a Torino, nello studio degli artisti Felice Casorati ed Enrico Paolucci, e subito dopo tiene al Milione la sua prima mostra personale.
Nel corso del 1935 aderisce con Fontana al movimento Abstraction-Création.
Nel 1937 compie un viaggio a Parigi dove visita l’Esposizione Universale e incontra Kandiskij che apprezza le sue opere viste in riproduzione.
Fra il 1937–38 e il 1943 Melotti è impegnato in grandi commissioni pubbliche, come le decorazioni per il Palazzo delle Forze Armate, progettato da Figini e Pollini nell’ambito degli interventi per l’E42 – l’Esposizione Universale di Roma voluta da Mussolini per celebrare il Regime nel Ventennale del Fascismo.
Nel 1943 il suo studio milanese è distrutto dai bombardamenti.
Nel 1944 inizia a realizzare i Teatrini, opere formate da una cornice-casa al cui interno sono collocati come su un palcoscenico, su piani diversi, oggetti, figure e personaggi che danno vita a percorsi narrativi intensamente evocativi dalle atmosfere metafisiche.
Dal matrimonio con Lina Marcolongo nascono le figlie Cristina, nel 1945, e Marta, nel 1946.
Nel dopoguerra l’attività con la ceramica si fa frenetica. Inizia allora il ciclo dei “bassorilievi”. Nel corso degli anni Cinquanta Melotti è impegnato in importanti interventi decorativi in luoghi pubblici. Nel corso del decennio partecipa a importanti rassegne come la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano e la Quadriennale di Roma. Accanto alla ceramica, inizia a dedicarsi alla pittura e alla realizzazione di sculture, esili, filiformi, in ottone saldato, che aprono la strada alla nuova straordinaria stagione di lavoro.
Negli anni Sessanta la sua opera è al centro dell’attenzione della critica e la sua produzione astratta degli anni Trenta è oggetto di un’importante riscoperta. Vengono pubblicate numerose raccolte di suoi scritti e viene premiato per la sua attività nell’ambito della ceramica e della scultura.
A partire dagli anni Settanta si succedono importanti mostre antologiche e retrospettive al Museum am Ostwall di Dortmund (1971), alla Galleria Civica di Torino (1972), al Palazzo Reale di Milano (1979), al Forte del Belvedere di Firenze (1981) e Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma del 1983.
Melotti muore il 22 giugno 1986 a Milano. Il giorno successivo, data dell’inaugurazione della Biennale di Venezia, una targa commemorativa in suo onore viene apposta all’ingresso della sala con le sue opere. Durante la stessa manifestazione gli viene assegnato il Leone d’Oro alla memoria.

Biografie.pdf



Artists’ Biographies

Paul Klee
Paul Klee was born on 18 December 1879 in Münchenbuchsee, a small town near Bern. His father taught music and his mother was an opera singer. Klee grew up in a cultured and refined family environment, and was encouraged to study music, drawing and literature. He played the violin and when he was just eleven he was already an associate member of the orchestra in Bern.
In 1898, having completed secondary school, he moved to Munich, his aim being to study drawing and painting. A point of reference of Mittel-European culture, fin de siècle Munich was a place where intellectuals and artists from the various European countries converged, as well as being a centre for the disseminaton of the Jugendstil. In 1900 Klee was accepted at the Academy, where he attended the classes taught by Franz Von Stuck. In 1901-1902 he took his first trip to Italy.
Between 1903 and 1905 Klee began the cycle of etchings entitled Inventions or Opus I, in which ideas stemming from caricatures and popular prints were combined with the exploration of a new formal synthesis. In 1906 he married Lily Stumpf. Their son Felix was born in 1907.
Klee held his first solo show at the Kunstmuseum of Bern in 1910 (after which it travelled to other Swiss museums).
In 1911 Klee embarked on his first journey to Paris, where he met Robert Delaunay, a key figure in the development of an early exploration of „pure painting". That same year he came into contact with Kandinsky, Marc and Macke, and in 1912 he joined Der Blaue Reiter.
Of essential importance in the artist‘s path to abstract art was his journey to Tunisia in 1914, after which he wrote: „Color possesses me. I don‘t have to pursue it. It will possess me always, I know it". In the series of watercolours he made while in Tunisia and upon returning to Munich, a pivotal role is played by the dialectic that is established between interior sensitivity and exterior world, that is, the artist‘s experience involving nature, landscape and light. That was the moment when the artist‘s poetic was determined, whose ineffable area of research was balanced on the edge, forever wavering between figuration and abstraction.
In 1917 Klee‘s work — which until then had been largely ignored by the market and the critics — started to obtain its first significant reactions. He held a successful exhibition at Der Sturm gallery in Berlin. This was followed by shows in Munich and Zurich, where he was especially appreciated by the Dadaists.
Between 1921 and 1931 Klee taught at the Bauhaus. It was through teaching that he became more conscious of some of the aspects of his research and was able to delve more deeply into its theoretical side: in the writings dated to those years Klee dealt with crucial issues related to form and the relationship between art and nature.
The Bauhaus period was also a prolific one from a creative standpoint. In those years Klee travelled a great deal, choosing as his destination Mediterranean locations, where he could come into contact with the traces of an ancient past, the art forms and the languages that belonged to archaeology and prehistory. In 1925 he participated in an exhibition of the Surrealist artists in Paris.
In 1931 he left the Bauhaus and accepted a teaching position at Düsseldorf Academy, although the experience lasted a very short time.
In 1933, due to the Nazi repression of artists, Klee‘s home in Dessau was searched and ransacked, and he was forced to leave Germany and return to Switzerland. He returned to Bern, to the places of his childhood. In 1935 the Kunsthalle in Bern dedicated a major retrospective to the artist‘s work. Later, with a few variations, the show travelled to the Kunsthalle in Basel.
During that same period the first signs of a rare and untreatable skin disease appeared, scleroderma. In spite of his failing health, Klee‘s output peaked during the last years of his life.
Klee passed away during the night between 28 and 29 June at a clinic in Sant‘Agnese in Muralto.

Fausto Melotti
Fausto Melotti was born on 8 June 1901 in Rovereto. It was within his family environment that Melotti learned to love music. It was a passion that brought him close to his sisters and cousins.
In Rovereto he frequented Gino Pollini, Adalberto Libera and Fortunato Depero, thanks to whom he came into contact with avant-garde art. He became familiar with Futurism, the work of Cocteau, Picasso and Stravinsky, as well as the metaphysical sphere. When World War I broke out, Melotti and his family moved to Florence. He continued his studies at the University of Pisa, which he then completed in Milan, where he was awarded a degree in Electrotechnical Engineering at Milan Polytechnic in 1924.
Between 1925 and 1926 he moved to Turin. He enrolled at the Accademia Albertina and devoted himself to sculpture in the sculptor Pietro Canonica’s studio.
In 1928 he moved to Milan. He studied at the Accademia di Brera and attended courses taught by Adolfo Wildt. It was there that he met and became close friends with Lucio Fontana. Melotti drew from Wildt his respect for and dedication to the sculptor’s trade, the need to maintain absolute control over the execution.
Starting in the early 1930s Melotti began to collaborate with the Rationalist architects, extending to architecture the horizons of his own artistic investigation. Some of his sculptures were included in the Casa Elettrica, designed by Figini and Pollini for the 4th Triennale Monzese di Arti Decorative in 1930, and in Bar Craja, designed by Baldessari, Figini and Pollini, with the assistance of Nizzoli. In 1930 Melotti met Gio Ponti and through him began to collaborate with the Richard Ginori company, making small sculptures and objects in ceramics and porcelain. In 1932 Melotti began to teach a free course on Modern Plastic at the Scuola Professionale del Mobile in Cantù.
In 1934 Melotti joined the group of abstract artists that gravitated around the Galleria Il Milione. In 1935 he showed his work at the Prima mostra collettiva di arte astratta italiana held at the Turin studio of Felice Casorati and Enrico Paolucci, and immediately after he had his first solo show at the Il Milione. That same year he and Fontana embraced the Abstraction-Création movement.
In 1937 he travelled to Paris where he visited the Exposition Universelle and met Kandinsky, who expressed appreciation for the artist’s works which he was familiar with through reproductions.
Between 1937–38 and 1943 Melotti was involved in some large public commissions, such as the decorations for the Palazzo delle Forze Armate, designed by Figini and Pollini as part of the work being done for the E42—the Esposizione Universale di Roma wanted by Mussolini to celebrate fascism’s twentieth anniversary.
In 1943 the artist’s studio in Milan was bombed. In 1944 Melotti began to produce his "Teatrini" (Small Theatres), works made up of a house-cum-frame on the inside of which objects, figures and characters breathe life into intensely evocative stories featuring metaphysical atmospheres.
Melotti and his wife Lina Marcolongo’s first daughter, Cristina, was born in 1945, followed by Marta in 1946. After the war ended the artist’s work with ceramics intensified. During this period he executed his cycle of "bas-reliefs". During the 1950s Melotti executed some major decorative work in public locations. Over the course of the decade Melotti participated in some major events, such as the Venice Biennale, the Triennial in Milan and the Quadriennial in Rome. In addition to his work with ceramics, he began to paint and make slender, thread-like sculptures of welded brass, which paved the way for a remarkable new season.
In the 1960s his work was the focus of the critics and his abstract production from the 1930s was the object of an important rediscovery. Many collections of his writings were published and he received ceramics and sculpture awards. Starting in the 1970s a series of major anthological and retrospective exhibitions were held at the Museum am Ostwall in Dortmund (1971), Galleria Civica in Turin (1972), Palazzo Reale in Milan (1979), Forte del Belvedere in Florence (1981), and the Galleria Nazionale d’Arte Moderna in Rome in 1983.
Melotti died on 22 June 1986 in Milan. The following day the Venice Biennale opened, and a commerative plaque was placed at the entrance of the hall where his works were on display. The jury awarded him a Leone d’Oro in memoriam.



Artists biographies.pdf



Biografien der Künstler

Paul Klee
Am 18. Dezember 1879 wird Paul Klee in Münchenbuchsee geboren, einem kleinen Ort in der Gegend von Bern. Der Vater ist Musiklehrer und die Mutter Opernsängerin. In der kultivierten und eleganten Umgebung seines Elternhauses studiert Klee Musik, Kunst und Literatur. Er spielt Geige und im Alter von elf Jahren wird er ausserordentliches Mitglied des Berner Orchesters.
Nach seinem Abitur im Jahr 1898 zieht Klee nach München, um dort Zeichnen und Malerei zu studieren. In der Epoche des fin de siècle ist München der Mittelpunkt der mitteleuropäischen Kultur und Treffpunkt von Künstlern und Intellektuellen aus allen Teilen Europas, vor allem aber Ausgangspunkt für die Verbreitung des Jugendstils. Im Jahr 1900 wird er in die Kunstakademie aufgenommen, wo er die renommierte Klasse Franz von Stucks besucht. 1901–1902 unternimmt er seine erste Italienreise.
Zwischen 1903 und 1905 entstehen Radierungen, die im Zyklus Inventionen oder Opus I zusammengefasst sind und in dem sich Variationen von Karikaturen und populären Drucken zur Erkundung einer neuen formalen Synthese verbinden. 1906 heiratet er Lily Stumpf und 1907 wird ihr Sohn Felix geboren. 1910 eröffnet seine erste Einzelausstellung im Kunstmuseum Bern (sie reist anschliessend durch die Schweiz).
1911 unternimmt er eine Reise nach Paris, wo er Robert Delaunay kennenlernt, Schlüsselfigur in der frühen Entwicklung der „reinen Malerei". Im selben Jahr nimmt er Kontakt zu Kandinsky, Marc und Macke auf und 1912 tritt er der Gruppe „Der Blaue Reiter" bei. Grundlegend für seinen Weg zur Abstraktion ist 1914 die Reise nach Tunesien, nach der er schreibt: „Die Farbe hat mich. Ich brauche nicht nach ihr zu haschen. Sie hat mich für immer, ich weiss das." In der Serie der in Tunesien entstandenen Aquarelle und nach seiner Rückkehr nach München wird für Klee die Dialektik zum zentralen Thema, die sich einerseits zwischen der inneren Sensibilität und der äusseren Welt entwickelt aber auch aus der Erfahrung, die der Künstler aus Natur, Landschaft und Licht gewinnt. In dieser Zeit definiert sich seine ihm eigene Poesie, deren weit gespanntes Feld im Gleichgewicht, im beständigen Oszillieren zwischen Figuration und Abstraktion liegt.
Ab 1917 zieht sein Werk, das bis zu diesem Zeitpunkt sowohl vom Markt wie auch von der Kritik ignoriert wurde, erste Aufmerksamkeit auf sich. Eine Ausstellung in der Galerie Der Sturm in Berlin ist erfolgreich. Es folgen Ausstellungen in München und Zürich, die von den Dadaisten sehr geschätzt wurden.
Von 1921 bis 1931 unterrichtet er im Bauhaus. In seinem Unterricht thematisiert Klee bestimmte Aspekte seiner Forschung und vertieft deren theoretische Dimensionen. In den in jenen Jahren entstandenen Schriften setzt er sich kritisch mit Fragen der Form und der Wechselbeziehung zwischen Kunst und Natur auseinander. Seine Zeit als Lehrer im Bauhaus ist in kreativer Hinsicht
und auch in Bezug auf weitere Ausstellungen eine sehr fruchtbare Periode. Er reist viel und besucht immer wieder den Mittelmeerraum, wo er den Spuren der antiken Vergangenheit folgt, den Formen der Kunst und der Sprachen, die Archäologie und Vorgeschichte angehören.
1925 stellt er in Paris mit den Surrealisten aus. 1931 verlässt er das Bauhaus und nimmt eine Professur an der Kunstakademie in Düsseldorf an, jedoch ist diese Erfahrung nur von kurzer Dauer.
Im Zuge der Verfolgung von Künstlern durch die Nationalsozialisten wird sein Haus in Dessau 1933 durchsucht und geplündert. Klee ist gezwungen, Deutschland zu verlassen, und kehrt in die Schweiz zurück. Er zieht nach Bern, dem Ort seiner Kindheit. 1935 widmet ihm die Kunsthalle Bern eine grosse Retrospektive, die in reduzierter Form auch in der Kunsthalle Basel gezeigt wird. In diesem selben Jahr zeigen sich erste Anzeichen einer schweren Krankheit, der Sklerodermie. Trotz seines schlechten Gesundheitszustands sind seine letzten Lebensjahre in Bezug auf sein künstlerisches Schaffen äusserst fruchtbar. Klee stirbt in der Nacht zwischen dem 28. und 29. Juni 1940 in der Clinica Sant’Agnese in Muralto.

Fausto Melotti

Am 8. Juni 1901 wird Fausto Melotti in Rovereto geboren. In seiner Familie lernt er die Musik lieben, eine Leidenschaft, die er mit seinen Schwestern und Kusinen teilt. In Rovereto trifft er auf Gino Pollini, Adalberto Libera und Fortunato Depero dank derer er mit der Kunstavantgarde in Kontakt kommt. Er lernt den Futurismus, die Arbeiten Cocteaus, Picassos und Strawinskys, aber auch das metaphysische Umfeld kennen. Bei Ausbruch des ersten Weltkriegs zieht die Familie nach Florenz. Er setzt seine Studien an der Universität Pisa fort und schliesslich in Mailand, wo er 1924 am Polytechnikum seinen Abschluss in Elektrotechnik macht.
Zwischen 1925 und 1926 zieht er nach Turin. Er schreibt sich in der Akademie Albertina ein und beginnt sich mit Bildhauerei zu beschäftigen, die er im Studio des Bildhauers Piero Canonico studiert. 1928 zieht er nach Mailand. Er immatrikuliert sich in der Akademie von Brera und besucht die Kurse von Adolfo Wildt. Dort trifft er Lucio Fontana und befreundet sich mit ihm. Von Wildt lernt er Hochachtung für das Handwerk der Bildhauerei und ihre absolute Beherrschung.
Zu Beginn der 30er Jahre arbeitet er mit den rationalistischen Architekten zusammen und weitet seine künstlerische Tätigkeit auf die Architektur aus. Seine bildhauerischen Arbeiten werden in die Casa Electrica eingebracht, die 1930 von Figini und Pollini für die IV Triennale Monzese di Arti Decorativi entworfen wurde und in die Bar Craja, die von Baldessari, Figini und Pollini mit der Unterstützung Nizzolis realisiert wurde. 1930 lernt er Giò Ponti kennen, durch dessen Vermittlung er eine Zusammenarbeit mit Richard Ginori beginnt und kleine Skulpturen und Objekte aus Keramik und Porzellan schafft. Ab 1932 unterrichtet er moderne Bildhauerei an der Scuola Professionale del Mobile (Schule für Möbeldesign) in Cantù.
1934 nähert er sich dem Kreis abstrakter Künstler um die Gallerie Il Milione an. 1935 stellte er bei der ersten Ausstellung abstrakter italienischer Kunst im Studio der Künstler Felice Casorati und Henry Paolucci in Turin aus und kurze Zeit darauf hat er seine erste Einzelausstellung in Il Milione. Im Verlauf des Jahres 1935 schliesst er sich zusammen mit Fontana der Bewegung Abstraction- Création an. 1937 reist er nach Paris, wo er die Weltausstellung besucht und Kandinsky kennen lernt, der seine Arbeiten schätzt, die er in Reproduktionen gesehen hat.
1937-38 und 1943 wird Melotti für grosse öffentliche Aufträge engagiert wie die Dekoration des Palasts der Streitkräfte, der von Figini und Pollini im Zusammenhang mit der E-42, der Weltausstellung in Rom entworfen wurde, mit der Mussolini den 20. Jahrestag des faschistischen Regimes feiern wollte.
1943 wird sein Studio in Mailand bei Bombenangriffen zerstört. 1944 beginnt er seine Teatrini zu schaffen, kleine Werke in der Grösse von Bilderrahmen in deren Inneren wie auf einer Bühne seine verschiedenen Werke, Objekte, Figuren und Charaktere platziert sind, die mit intensiver Wirkung Vorstellungen von Lebenswelten mit metaphysischer Dichte erzeugen.
Aus der Ehe mit Lina Marcolongo gehen zwei Töchter hervor, Cristina wird 1945 und Marta 1946 geboren. In der Nachkriegszeit widmet er sich leidenschaftlich der Arbeit mit Keramik. Er beginnt seinen Zyklus der „Flachreliefs". Im Verlauf der 50er Jahre wird Melotti für wichtige Arbeiten auf öffentlichen Plätzen engagiert. Während des letzten Jahrzehnts beteiligt er sich an bedeutenden Ausstellungen wie der Biennale in Venedig, der Mailänder Triennale und der Quadriennale in Rom. Neben der Keramik beginnt er zu malen und nimmt erneut die Bildhauerei auf. Es entstehen schlanke, fadenförmige, in Messing geschweisste Arbeiten, die den Weg zu einer neuen aussergewöhnlichen Arbeitsphase ebenen.
In den sechziger Jahren entdeckt die Kritik seine Arbeit neu, besonders die abstrakten Werke aus den 30er Jahren. Es erscheinen zahlreiche Sammlungen seiner Schriften, und er wird für seine Keramikarbeiten und Skulpturen ausgezeichnet. Ab den 70er Jahren kommen nacheinander grosse Ausstellungen und Retrospektiven im Museum am Ostwall in Dortmund (1971), in der Galleria Civica in Turin (1972), im Palazzo Reale in Mailand (1979), al Forte del Belvedere in Firenze (1981) und in der Nationalgalerie für moderne Kunst in Rom im Jahr 1983.
Melotti stirbt am 22. Juni 1986 in Mailand. Zur Eröffnung der Biennale in Venedig, die am nächsten Tag stattfindet, steht eine Gedenktafel zu seinen Ehren am Eingang zum Saal mit seinen Werken. Während der gleichen Veranstaltung wird er posthum mit dem Goldenen Löwen ausgezeichnet.



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updated 05.07.16



 

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