COMUNICATI STAMPA
INFORMAZIONI CULTURALI  novembre 2008
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GALLERIA D'ARTE ADHIKARA


IL PORTALE DELLA CAPRIASCA

CULTURA A LUGANO

“volevoesserepasolini.com”
(giovedì 13 novembre al Cittadella)
 

Giovedì 13 novembre alle 20.30 al Teatro Cittadella andrà in scena lo spettacolo “volevoesserepasolini.com” del noto giornalista italiano Oliviero Beha, che sarà egli stesso sul palcoscenico con Matteo Alì e Tiziana Di Masi per la regia di Beppe Arena e le musiche originali di Valentino Corvino. Lo spettacolo fa parte della rassegna “Altre Inquisizioni” dedicata al teatro-verità ed è un omaggio a uno dei protagonisti più stimolanti e originali della cultura italiana del Novecento: Pier Paolo Pasolini.

Romanziere, poeta, regista, drammaturgo, polemista: l’attività di Pasolini si è manifestata in una molteplicità di ambiti e mezzi, sempre in modi di grande originalità espressiva, dettati da una “diversità” che lo ha visto impegnato a denunciare (in versi, in prosa, al cinema) il degrado culturale e civile e la violenza esplicita e implicita dell’Occidente industrializzato. Una “diversità” di cui quella sessuale (dichiarata in tempi decisamente meno “disponibili” di oggi) è stato solo l’aspetto più popolarmente noto e scandaloso; e sfruttato ad hoc dai suoi denigratori.

In realtà Pasolini ha pagato con l’ostracismo e le denunce infamanti (decine i processi istituiti nei suoi confronti) la sua nostalgia per i valori del mondo precapitalistico (quello rurale friulano, quello urbano della Roma borgatara) e la sua estraneità a quelli borghesi della società che stava emergendo dalla trasformazione neocapitalistica.

“Metto dunque in scena il malessere per una degenerazione che ha decisamente oltrepassato il concetto pasoliniano di mutazione antropologica: allora lui lo trasfigurava poeticamente, oggi è la didascalia di ogni tipo di cronaca quotidiana. Ma poiché si tratta pur sempre di noi come materia prima, prima di essere ingoiati dalla palude forse va tentata qualche operazione di bonifica. Almeno a teatro…”: queste le intenzioni di Oliviero Beha, autore e protagonista di “volevoesserepasolini.com”.

Beha è considerato un’autorità nel panorama italiano della comunicazione. Laureato in lettere e filosofia, ha iniziato la sua carriera come giornalista di “TuttoSport” e “Paese Sera” e successivamente di “Repubblica”. Per la RAI ha curato e cura numerosi servizi e inchieste in Italia e all’estero. È anche autore di testi teatrali rappresentati in stagione e festival, di numerosi saggi e di raccolte di poesie, che hanno vinto diversi premi (il Selezione Bancarella, il Chianciano, il Selezione Viareggio, ecc. Nel 2001 ha vinto il prestigioso premio Guidarello per il giornalismo d'autore per la radiofonia). Dal 2001 al 2006 è stato docente di "Sociologia dei processi culturali e comunicativi" alla Facoltà di Architettura Valle Giulia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Il suo primo romanzo, “Sono stato io”, è del 2004, cui sono seguiti “Crescete & Prostituitevi”, “Trilogia della Censura”, “Diario di uno Spaventapasseri”e “Indagine sul calcio”.

I biglietti per questo stimolante appuntamento con il teatro-inchiesta e con una grande firma del giornalismo italiano sono prenotabili presso il Dicastero Attività Culturali tel. 058 866 72 80 (Villa Saroli, viale Franscini 9), via internet al sito
http://www.ticketcorner.com
  
tramite il call center 0900 800 800 e presso tutti i punti vendita TicketCorner (Posta, Stazioni FFS, Manor, ecc.).
 


Pier Paolo Pasolini.
 

ARTE ETNICA E MERCATO
Tavola rotonda con la partecipazione di
Francesco Paolo Campione, Guido Candela, Davide Manfredi e Giulio Zaccarelli 

MARTEDÌ 18 NOVEMBRE 2008, ORE 18.00
MILANO, CENTRO CULTURALE SVIZZERO

Via Vecchio Politecnico 3

Abbiamo il piacere d’invitarvi al quarto appuntamento promosso dal Polo Culturale di Lugano negli spazi del Centro Culturale Svizzero di Milano. Esso prende spunto dalla felice concomitanza che vede in questi mesi il Museo delle Culture di Lugano realizzare due esposizioni temporanee nell’area di Milano, entrambe in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano.
«Patong. La grande scultura dei popoli del Borneo» ha aperto i battenti il 4 Ottobre ad Arcore (Scuderie di Villa Borromeo d’Adda). In prima assoluta per l’Italia, l’esposizione permette di ammirare 39 sculture di grande pregio artistico e antropologico, provenienti dalle collezioni del Museo delle Culture di Lugano. L'esposizione ha un grande successo di pubblico ed è già stata prorogata sino al 3 Maggio 2009.
«Ethnopassion. La collezione di arte etnica di Peggy Guggenheim» è allestita negli spazi della Fondazione Mazzotta di Milano dal 14 Novembre. Il Museo delle Culture ha curato il lavoro di studio, di restauro e di valorizzazione delle 35 opere d’arte etnica conservate dalla Collezione Guggenheim di Venezia, mettendone a fuoco in modo esemplare la molteplicità dei significati e dei valori.
Da quindici anni, l’arte etnica è al centro di un interesse crescente da parte del pubblico e del mercato. I musei di tutto il mondo realizzano esposizioni che di vulgano la ricchezza di tale arte, mentre le quotazioni raggiungono livelli che fino a poco tempo fa si credevano appannaggio solo dell’arte occidentale. Il paradosso è forse che tale interesse si manifesta quando le culture che hanno creato le opere in questione sono scomparse o si sono profondamente trasformate. L'interesse del mercato per l'arte etnica produce l'estensione del concetto di «capolavoro» a opere che possiedono uno statuto per lo più estraneo ai concetti con i quali l'Occidente ha tradizionalmente considerato l'arte.
La tavola rotonda intende sviluppare i temi in questione grazie ai contributi di quattro specialisti: Francesco Paolo Campione (direttore del Museo delle Culture e professore di antropologia culturale e di antropologia dell'arte all’Università degli Studi dell’Insubria), Guido Candela (professore di economia delle arti e delle attività culturali all’Università degli Studi di Bologna), Davide Manfredi (collezionista e mercante d’arte etnica a Milano e Parigi) e Giulio Zaccarelli (responsabile del Laboratorio di conservazione e museotecnica del Museo delle Culture e docente di Restauro e di Architettura d'interni in università italiane e svizzere).
In particolare saranno approfondite le interazioni tra ricerca scientifica, critica d'arte, museografia e mercato, poli che nella brevissima storia dell’arte etnica si sono per lo più relazionati disorganicamente, ma che in questa fase trovano profonde ragioni di dialogo e convergenza di interessi.

Per ulteriori informazioni è a disposizione la dott.ssa Adriana Mazza,
responsabile del Settore Attività di alta formazione del Polo culturale, tel. +41.58.866.7213, e-mail amazza@lugano.ch

“Casa di Bambola” (martedì 18 e mercoledì 19 novembre)

Dopo il grande successo dello spettacolo di apertura, la Stagione teatrale in abbonamento di Lugano propone come secondo appuntamento un grande classico della storia del Teatro: “Casa di bambola” di Henrik Ibsen che andrà in scena al Teatro Cittadella martedì 18 e mercoledì 19 novembre alle 20.30. Protagonista saranno la “star” cinematografica e televisiva Lunetta Savino, Paolo Bessegato, Ruggero Rondi e la Compagnia Leart, benissimo diretta dal regista Leo Muscato.
 “Mettere mano su un testo perfetto senza violarlo, amandolo e consegnandolo al pubblico rispettandone lo spirito. È come se Leo Muscato con il suo adattamento e la regia di “Casa di bambola” di Ibsen, avesse soffiato sulle creature ibseniane trasferendole dal 1879 al 2007”: così il critico de “Il Giornale”. In effetti la messa in scena di Leo Muscato del capolavoro di Ibsen mira a salvaguardare il “rapporto di vicinanza” fra i protagonisti della storia e coloro che la guardano seduti in platea. Ibsen ha raccontato questa storia con l’obiettivo di fotografare i suoi contemporanei. Lo scalpore suscitato fin dalla prima messa in scena (1879) scaturiva proprio dal fatto che la commedia ritraeva sul palcoscenico vizi e vezzi degli spettatori. La società attuale non è certo quella dei tempi di Ibsen, ma gli uomini e le loro relazioni si assomigliano sorprendentemente e certi “inferni domestici” sono ancora oggi molto riconoscibili.
La storia è quella di Nora, moglie di un avvocato appena eletto a carica politica. Malgrado non sia più giovanissima, Nora sembra piuttosto ingenua e immatura e ha la tendenza di fare acquisti un po’ improvvidi senza l’autorizzazione del marito. Per questo chiede soldi in prestito a terzi che poi però non è in grado di restituire. Quando il marito si ammala, Nora contrae un ingente debito con la garanzia di un amico per poter portare il marito in un paese dal clima salubre. Scoppia uno scandalo: Nora ne è travolta, ma non solo lei…
Questa “Casa di bambola” è la seconda tappa di un percorso di riscrittura dei classici che Leo Muscato e la Compagnia hanno iniziato felicemente con  “Romeo e Giulietta: nati sotto contraria stella”, andato in scena con grande successo la stagione scorsa a Bellinzona. Il capolavoro di Ibsen si avvale qui della stupenda interpretazione di Lunetta Savino, “star” cinematografica e televisiva che molti ricorderanno nei panni di Cettina nel fortunato serial tv “Il medico in famiglia”.
“L’indignazione d’un tempo certo non si scatena, né è questo l’obiettivo, dato che la regia punta a un umorismo satirico, che esplode nella ricchissima interpretazione di Lunetta Savino, d’un realismo si potrebbe dire surreale. A lei e a Paolo Bessegato, Ruggero Dondi, Salvatore Landolina e Carlina Torta i più calorosi applausi” (la Repubblica); “La Nora della Savino risulta più credibile e per certi aspetti più umana delle Nore convenzionali” (Il Sole-24 Ore).
I biglietti per questa bella riproposta di un classico sono come sempre prenotabili presso il Dicastero Attività Culturali tel. 058 866 72 80 (Villa Saroli, viale Franscini 9), via internet al sito
http://www.ticketcorner.com, tramite il call center 0900 800 800 e presso tutti i punti vendita TicketCorner (Posta, Stazioni FFS, Manor, ecc.)

ETHNOPASSION
1. La collezione di arte etnica di Peggy Guggenheim

2. Altre culture a Milano. Quattro collezioni del Castello Sforzesco dall'Africa e dalle Americhe

Milano, Fondazione Antonio Mazzotta
14 Novembre 2008 - 22 Febbraio 2009

Dopo la prima luganese, la collezione d’arte etnica di Peggy Guggenheim approda nel prestigioso spazio espositivo della Fondazione Mazzotta di Milano.
L'esposizione è il frutto di un progetto di ricerca e di valorizzazione che ha avuto come protagonista il Museo delle Culture, cui si deve il restauro delle opere, il loro studio e la realizzazione di tutti i testi del catalogo. Si tratta di un evento che -oltre ad accrescere a livello internazionale il prestigio dell'istituzione luganese- ha  contribuito ad accrescere le entrate del Museo e la sua quota di autofinanziamento.

Partner di questo secondo appuntamento sono la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, le Civiche Raccolte d’Arte della Città di Milano e la Fondazione Mazzotta che ha voluto ampliare ulteriormente la rilevanza dell'evento dedicando una seconda sezione espositiva a Quattro collezioni del Castello Sforzesco dall’Africa e dalle Americhe, per raccontare storie appassionanti di collezionisti (Ezio Bassani, Enrico Pezzoli, Federico Balzarotti e Aldo Lo Curto) che hanno contribuito all’incremento delle collezioni di arte etnica della Città di Milano e che sono una testimonianza di una «Ethnopassion» tutta lombarda.

L'esposizione milanese sarà accompagnata da una serie di
conferenze e di attività didattiche sul significato e sul valore dell'arte etnica e del collezionismo etnografico, temi che riscuotono oggi un sempre più ampio e vasto interesse e consenso da parte del grande pubblico.
In occasione dell'esposizione milanese, sarà ripubblicato, con una nuova introduzione, il
catalogo a cura di Francesco Paolo Campione, con i contributi di Alessia Borellini e Giulio Zaccarelli e le schede scientifiche curate da una dozzina di esperti.

Per ulteriori informazioni e per le date delle attività collaterali all'esposizione è a disposizione la dott.ssa Adriana Mazza, responsabile del Settore Attività di alta formazione del Polo culturale, tel. +41.58.866.7213, e-mail amazza@lugano.ch .

IL NOTO GIORNALISTA CORRADO AUGIAS IN SCENA
(SABATO 15 NOVEMBRE)


Sabato 15 novembre alle ore 20.30 al Teatro Cittadella la Stagione teatrale di Lugano propone uno spettacolo decisamente stimolante: “Le Fiamme e la Ragione: Giordano Bruno, Campo dei Fiori, 17 febbraio 1600” di e con Corrado Augias, una delle più grandi firme del giornalismo italiano che sarà in scena con i musicisti del gruppo C-Project per la regia di Ruggero Cara.
Lo spettacolo porta in scena una delle pagine più drammatiche della nostra storia scientifica e culturale: la condanna al rogo di Giordano Bruno, pensatore di grande forza e originalità, uno dei massimi geni della cultura occidentale. L’accusa è quella di sostenere tesi che contrastano con la dottrina cattolica: l’infinità dell’universo, la molteplicità dei mondi, il moto della Terra, tesi quest’ultima che sarà poi sostenuta scientificamente anche da Galileo Galilei. Ma a differenza di Galileo, Giordano Bruno non è disposto a ritrattare le proprie idee, neppure sotto tortura. Alla contestazione che le sue posizioni sono in disaccordo con “l’autorità dei Santi Padri”, Giordano Bruno risponde polemicamente che quelli “non sono attenti alle cose della natura”. Dopo avere ascoltato inginocchiato la sentenza di condanna a morte, Giordano Bruno si alza e dichiara: “Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla”.
Autore e protagonista dello spettacolo è il noto giornalista e uomo di cultura Corrado Augias, che salirà sul palco nella veste di se stesso. Qui Augias è voce narrante di uno spettacolo alle prese con un tema ancora di scottante attualità nonostante i secoli intercorsi: la libertà di pensiero, la laicità dello stato, le ragioni della scienza, il ruolo delle religioni.
Mandando al rogo Giordano Bruno la Chiesa di Roma non solo toglie la vita ad un uomo (fatto di per sé senza possibilità di perdono per chi concepisce la vita come dono inalienabile di Dio), ma sacrifica un mondo scientifico intero, incorrendo in un tragico bis qualche anno dopo con Galileo Galileo, che verrà processato sempre per mano dello stesso carnefice, il Cardinale Roberto Bellarmino, al quale la Chiesa di Roma dimostrerà eterna riconoscenza proclamandolo Santo nel 1931 per iniziativa di papa Pio XI.
Ad oltre quattrocento anni dalla morte di Giordano Bruno, in piena polemica tra relativismo e creazionismo ascoltare il pensiero di Giordano Bruno attraverso le parole di un punto di riferimento della cultura italiana quale Corrado Augias, è un atto dovuto nei confronti del genio di Nola e un momento di riflessione imprescindibile per atei, agnostici e cattolici sui rispettivi compiti da assolvere in uno stato laico e civile.
Da qualche anno la Chiesa di Roma ha avviato un processo di riabilitazione di scienziati e pensatori uccisi dall’Inquisizione; sono oramai famose e commoventi le parole di Papa Giovanni Paolo II nei riguardi di Galileo Galilei. Il filosofo e libero pensatore Giordano Bruno continua però ad essere gravato dalla scomunica; le dichiarazioni di qualche anno fa del Cardinale Sodano a tale proposito sono eloquenti: " ... una scelta intellettuale incompatibile con la dottrina cristiana ... anche se le procedure seguite dall'Inquisizione non possono non costituire oggi per la Chiesa motivo di rammarico".
I biglietti per questo interessantissimo appuntamento con un teatro di taglio documentaristico e con una grande firma del giornalismo italiano sono prenotabili presso il

Dicastero Attività Culturali tel. 058 866 72 80 (Villa Saroli, viale Franscini 9), via internet al sito
http://www.ticketcorner.com, tramite il call center 0900 800 800 e presso tutti i punti vendita TicketCorner (Posta, Stazioni FFS, Manor, ecc.).




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updated 27.03.10